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Orizzonti Culturali Italo-Romeni Luglio 2015

Pubblicato da Rosario Moreno in Orizzonti Culturali Italo-Romeni · 13/7/2015 13:20:00

IN QUESTO NUMERO

È da poco uscito in italiano il volume di Keith Hitchins, Romania. Storia e cultura (Beit editrice, Trieste), grande affresco delle principali tappe della complessa storia romena. Come segnala Alberto Basciani nella articolata postfazione, che qui pubblichiamo, Hitchins fa continui riferimenti ai grandi dibattiti culturali e politici che accompagnarono l’evoluzione delle terre romene, in particolare tra il XVII e il XX secolo. Significativa novità dell'opera è l'aver fatto della questione culturale il vero e proprio tessuto connettivo della narrazione storica e del divenire del popolo romeno.

Gli occhi dell'amico Petre Solomon per illuminare il periodo romeno della vita e dell'opera di Paul Celan. È questa la sostanza del libro di Petre Solomon Paul Celan. La dimensione romena, recentemente pubblicato in italiano per la cura di Giovanni Rotiroti (traduzione di Irma Carannante, postfazione di Mircea Ţuglea, Mimesis 2015). Una comune ricerca poetica lega questi due amici nella Bucarest dell’immediato dopoguerra, dove Celan traduce in romeno, con l’aiuto di Solomon, la prima versione della Todesfuge. Una testimonianza preziosa e di prima mano sul grande Celan.

«Il balletto è un'arte così complessa che unisce non solo la poesia, la musica, il movimento, ma anche la pittura, il teatro, la regia. Non mi sono mai annoiata in questo lavoro, perché ho sempre qualcosa di nuovo da imparare per migliorare me stessa. È una continua trasformazione, una piena corrispondenza tra spirito, mente e corpo». Şoimiţa Lupu, prima ballerina al Teatro Massimo di Palermo, testimonia come talento innato e severo esercizio siano alla base della seria carriera che ne ha fatto oggi un nome importante del balletto internazionale. Intervista di Claudia Mandi.

Una vicenda che prende lo spunto da un evento calcistico per sviluppare scenari e intrecci quanto mai variegati. Ce la racconta Radu Paraschivescu – prosatore, traduttore, giornalista sportivo – nel suo romanzo Astăzi este mâinele de care te-ai temut ieri (Humanitas, Bucarest, 2012). Sintesi perfetta di finzione e realtà, epopea e agonismo sportivo, anelito alla libertà e caso umano, il romanzo di Paraschivescu sa combinare e trasformare elementi disparati in un racconto originale e accattivante, sospinto da una scrittura vivace e generosa. A cura di Mauro Barindi.

Ospite questo mese de «Gli invitati di Smaranda Bratu Elian» è il professor Giorgio Stabile, i cui interessi di studio comprendono filosofia, scienza, religione, arti, dall'antichità al XVII secolo. L'intervista affronta aspetti di acuta modernità che accomunano i due grandi, ossia Leopardi e Galilei. «Leopardi, nello Zibaldone, chiama Galilei “primo riformatore della filosofia e dello spirito umano” – segnala Stabile –, con perfetta coscienza che Galilei aveva aperto una nuova epoca e strada alla filosofia europea sradicando dalle fondamenta l’edificio dottrinale aristotelico-scolastico».

Si è recentemente conclusa la quinta edizione del Festival «teatROmania_emersioni sceniche» di Roma, di cui la nostra rivista è media partner. Un articolato bilancio della manifestazione viene dall'intervista di Mauro Barindi a Letteria Giuffrè Pagano, direttore artistico: «Il nesso che ha legato le rappresentazioni quest’anno è quello della identità. La risposta del pubblico a questo appuntamento ormai annuale per i romani ma anche per la comunità romena, con interessanti discussioni a fine serata, ci fa pensare che non abbiamo deluso le aspettative nemmeno questa volta».

Il mese di agosto segna la ricorrenza della nascita di Gellu Naum, uno dei più grandi poeti surrealisti europei (1 agosto 1915 - 29 settembre 2001). Esordisce come poeta nel 1931, quindi nel 1938 è a Parigi per studi di specializzazione in filosofia. Rientrato in Romania dopo lo scoppio della guerra, fa parte del «gruppo surrealista di Bucarest» (1941-1947) con Virgil Teodorescu, Paul Păun, Gherasim Luca e Trost. Pubblichiamo una selezione di versi tratti dall'antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).

Il Museo della Grande Guerra di San Martino del Carso ospita fino al 30 settembre 2016 l’esposizione internazionale «San Martino e l’Albero Storto. C’era una volta. Storie da una trincea», L’Albero Storto qui esposto è un tronco di albero che fa parte della collezione del Museo del Banato di Timisoara, ritornato dopo un secolo sul territorio in cui era cresciuto. La sua singolare storia, risalente alla Prima guerra mondiale, viene qui evocata da Claudiu Ilaş, manager del Museo del Banato di Timisoara, presente all’inaugurazione dell’esposizione.

Ileana Pintilie presenta l'opera di Laurian Popa, artista nato nel 1980 ad Arad, dove vive e lavora. Interessato alla pittura figurativa, Popa segue per lo più la via del gestualismo come mezzo di espressione, vicino alla sua zona di ricerca visuale e anche al suo temperamento. Membro dell’Unione degli Artisti Plastici della Romania, ha partecipato a numerose mostre collettive in Romania e in varie capitali europee (Parigi, Madrid, Berlino, Kiev e Budapest). In Italia, ha avuto una mostra personale nel 2012, Spazi chiusi, dove ha cercato nuove soluzioni espressive improntate alla geometria.

«Io ho scordato paura e tristezza / non mi resta che varcare il confine / della mia ombra, l’imbrunire / del mio essere. Signore, ho trovato / un principio per ciò che ha una fine». Ricorrono a luglio settant'anni dalla nascita di Daniel Turcea, considerato uno dei grandi poeti della letteratura cristiana romena del XX secolo. I suoi versi, scritti nel periodo dell’oppressione comunista, acquistano oggi un significato ancora maggiore. Ne pubblichiamo una selezione, dall'antologia La poesia romena del Novecento (traduzione e cura di Marco Cugno).



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