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IO C’ERO!

Pubblicato da Marianna Mazzone in Dagli Ascoltatori · 18/4/2016 17:45:00
Abbiamo ricevuto una mail di una Nostra Ascoltatrice che riportiamo integralmente, si chiama Marianna e ci scrive:

"IO C’ERO! Io c’ero alla manifestazione del 9 aprile scorso davanti alla sede della Rai di Bari, per contestare la puntata di “Porta a Porta” nella quale era ospite il figlio di Totò Riina, su Rai uno in seconda serata.

Il fine della protesta era quello di chiedere in primis, le dimissioni dello storico conduttore e giornalista rai Bruno Vespa, ma anche di dare testimonianza di un segnale forte, ovvero che i cittadini per bene reputano inaccettabile che si possa dar voce al figlio del “capo dei capi” quello (non da solo si intende) che si fece promotore dell’anti-Stato, di una forza parallela e avversa che camminava (e cammina ancora oggi) accanto allo Stato, corrodendo i tessuti sani della nostra società.

Dov’é il problema?

Non nella scelta giornalistica dell’intervista, che, avrebbe potuto anche essere “tollerata” (sebbene non condivisa) in un paese, quale il nostro, a vocazione fortemente democratica, ma nel quale, soprattutto negli ultimi tempi, si registra la triste tendenza a dare voce (immeritatamente) più al carnefice che alla vittima (come dimostrano i numerosi talk – show sui casi di cronaca nera).

Quello che indigna è il silenzio di Riina Junior sui tanti anni di stragi e sulle morti innocenti causate dalla mafia, nonché la sua mancata presa di distanza dai crimini commessi dagli affiliati.

Quello che indigna è anche e soprattutto il silenzio di Vespa, di un giornalista al servizio di noi tutti, che se proprio avesse voluto dare spazio ad una propria “fantasia” giornalistica, avrebbe quantomeno avuto l’obbligo e il dovere verso la collettività civile di smuovere la coscienza del suo interlocutore.

Alle affermazioni che decantavano le doti umane del “noto” genitore si poteva semplicemente fare notare che ad altri genitori è stato precluso di crescere i propri figli e ad altri figli sono state negate le tenerezze dei propri padri."

Marianna Mazzone
 



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