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SARA' QUESTO IL "MIGLIORE DEI MONDI POSSIBILI”?

Pubblicato da Margherita Furlan in Margherita Furlan · 10/4/2019 22:40:00
di Margherita Furlan

“Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà quindi l’uomo per il Superuomo: un motivo di riso o di dolorosa vergogna.” Friedrich Nietzsche in ‘Così parlò Zaratustra’ descrisse già nel lontano 1883 come il progresso tecnologico avrebbe potuto trasformare l’umanità.
Forse presagio, oppure fato, pochi giorni fa, marzo 2019, in una desolata stanza d’ospedale, l’essere umano è forse già divenuto l’ultimo uomo all’interno di un nuovo modello antropologico i cui meccanismi sono ancora ai più sconosciuti.
A Fremont, in California, presso il Kaiser Permanente Medical Center, un paziente ha saputo che sarebbe morto a breve da un robot che lo ha messo in collegamento Skype con un medico. Ad assistere alla scena, la nipote di Ernest Quintana, 79enne ricoverato al reparto d’urgenza. La giovane donna, Annalisia Wilharn, è rimasta scioccata nell'ascoltare un medico, via robot, annunziare che al nonno sarebbero rimaste poche ore di vita. Un'infermiera aveva detto che sarebbe passato un medico e invece al suo posto si è presentato un robot.
L'uomo, che soffriva di una grave malattia polmonare cronica, stava molto male. La famiglia era a conoscenza della situazione disperata. Per non lasciarlo solo neppure un attimo, figli e nipoti si erano organizzati con dei turni di assistenza. Ma la solitudine era in agguato. Quando il robot è entrato nella stanza, la donna pensò che sul video che fungeva da "testa" sarebbero comparsi gli esiti dei vari accertamenti a cui l'anziano era stato sottoposto. Invece è apparso il volto di un medico che chissà a quanti chilometri di distanza ha comunicato con la freddezza tipica delle macchine che il nonno stava morendo e non sarebbe mai più tornato a casa. L'uomo è deceduto poco dopo a causa di una crisi respiratoria.
"Ci aspettavano un po' di conforto" ha ammesso ha ammesso ai microfoni dell’emittente televisiva americana Fox 29 Annalisia Wilharn, aggiungendo che il momento è stato ancora più straziante perchè costretta a ripetere più volte ad alta voce le parole pronunciate dal robot che l'anziano non non riusciva più a sentire. "Ci dispiace avere deluso le aspettative del paziente e della famiglia. Useremo questa come un'opportunità per rivedere come migliorare l’esperienza", ha dichiarato la struttura medica.
Per Hegel il riconoscimento da parte dei propri simili, più delle motivazioni economiche, era il vero motore dell’attività umana. Oggi qualcosa è cambiato. Sarà questo il “migliore dei mondi possibili”?



Italia, tanto gentile e tanto onesta pare.

Pubblicato da Margherita Furlan in Margherita Furlan · 27/3/2019 10:31:00
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