Hanno lasciato il Sud per vivere di musica: i Numbers 22 e l'EP che ha il suono del sacrificio
Pubblicato da Rosario Moreno in Musica · Mercoledì 09 Lug 2025 · 5:15
Hanno lasciato il Sud per vivere di musica: i Numbers 22 e l'EP che ha il suono del sacrificio
C’è un momento in cui la passione smette di essere un sogno e diventa una scelta. Per i Numbers 22, quel momento ha coinciso con un trasloco di 700 chilometri: da Napoli a Treviso, passando per il luogo in cui sono cresciuti, Cassino (FR), tra le mani sporche di lavoro e intere nottate in sala prove, per inseguire un’unica certezza — vivere di musica, o non vivere affatto.
Non li ha lanciati un talent né un algoritmo: il loro primo EP, “22”, è nato così: dalla passione, dalla distanza, dalla rinuncia. Lavorando di giorno e suonando di notte, la frustrazione si è trasformata in canzoni. E quelle canzoni, oggi, parlano per loro.
“22” è il loro primo progetto alternative rock: cinque tracce come cinque incisioni sulla pelle, che raccontano cosa significa lasciare tutto – davvero – per inseguire un’idea. Un disco nato dalla fame, non solo in senso metaforico: quella che ti spinge a fare turni, risparmiare su tutto, e poi rinchiuderti in sala prove fino all’alba per registrare, scrivere, riscrivere, sbagliare, crederci.
Il progetto nasce dal legame viscerale tra Luca (Cory) e Francesco (Mad), cugini cresciuti come fratelli. In piena pandemia decidono di lasciare il Sud e trasferirsi a Treviso per una scommessa: costruirsi da soli un futuro nella musica. Senza etichette, senza certezze, ma con una consapevolezza rara in una scena spesso distratta:
«Abbiamo capito che se non ci credevamo noi, non l’avrebbe fatto nessun altro. Allora abbiamo messo tutto in discussione, tranne la musica», raccontano.
“22” è il numero che li accompagna da sempre. È diventato il nome della band e, ora, anche quello dell’EP. Ma è soprattutto un simbolo: della loro unione, del punto di svolta, del codice di una generazione che non si riconosce più nei modelli preconfezionati, ma prova a inventarsi una strada alternativa. È un rituale, un segno ricorrente che torna nei momenti chiave. Il giorno di una decisione importante. L’orario di una telefonata. Il numero scritto su un muro, su una porta, su un biglietto. Un richiamo costante che ha segnato la loro storia — e ora ne scrive il suono.
Durante la lavorazione dell’EP, al duo si uniscono Giordano (JJ) al basso e Iacopo (Papo) alla batteria, portando nuova energia e solidità alla band. Ma la direzione resta intatta: suonare e cantare la verità, anche quando fa male.
“22” è un EP in inglese, scritto e interpretato da chi conosce bene la parola ricominciare, prodotto e curato in ogni dettaglio da soli: per il mercato indipendente italiano, una rarità.
Il pop del Belpaese è tornato al centro e l’inglese è spesso visto come un vezzo da export: mentre gran parte della nuova scena nazionale rincorre la lingua madre o l'estetica mainstream con la speranza di aggiudicarsi like e playlist, loro fanno un'altra scelta, completamente controcorrente. Scrivere e cantare in una lingua non loro — non per moda, ma perché è così che pensano, parlano, si raccontano. Una forma di distanza che protegge, ma non filtra. Con un’identità che non simula nessuno.
E soprattutto, perseguono una linea chiara: dai visual al concept, senza team, senza major, senza hype. Nessun team creativo, nessuna agenzia. Solo loro, uno per uno, a costruire un progetto coerente e preciso, che oggi sembra professionale, ma che è nato in un garage.
In un tempo in cui il DIY è spesso un trend, i Numbers 22 lo incarnano sul serio: senza estetica “lo-fi”, senza storytelling estetizzante. Solo lavoro.
In un tempo in cui il DIY è spesso un trend, i Numbers 22 lo incarnano sul serio: senza estetica “lo-fi”, senza storytelling estetizzante. Solo lavoro.
E una convinzione granitica: la forma deve reggere il contenuto.
Nel 2025, chi canta in inglese partendo dal nulla ha due possibilità: sembrare fuori tempo, o sembrare fuori posto. I Numbers 22 non sono nessuna delle due cose: sembrano fuori dagli schemi, ma dentro l’unico spazio che conta davvero, quello della sostanza.
In “22” non c’è un brano scritto a tavolino, una hit guida imposta, ma c’è un’esigenza chiara: raccontare ciò che brucia, ciò che non si riesce più a tenere dentro. Pezzi scritti nei giorni in cui le parole servivano per stare a galla.
Biografia.
I Numbers 22 sono una band alternative rock nata da un legame di sangue e passione: quello tra Luca (Cory) e Francesco (Mad), cugini cresciuti come fratelli e uniti da una sola certezza — vivere di musica, o non vivere affatto. Nati a Napoli e cresciuti a Cassino (FR), dopo anni di gavetta tra pub e piccoli festival, nel pieno della pandemia decidono di lasciare il Sud e trasferirsi a Treviso, per costruirsi da soli una strada nella musica. Nessuna etichetta, nessuna scorciatoia: solo turni lunghi di giorno per pagarsi strumenti, viaggi e studio, e notti in sala prove. In silenzio, ma con una fame che brucia. Il nome “Numbers 22” è un simbolo: un numero che ritorna, il codice segreto di una storia personale che diventa collettiva. Una cifra che ha segnato decisioni, coincidenze e momenti chiave — e che ha dato il titolo al loro primo EP ufficiale. Con “22”, cinque brani come cinque incisioni, la band debutta nel mercato indipendente italiano con un progetto interamente in inglese, scritto, suonato, registrato e curato in autonomia. Durante la lavorazione dell’EP, la formazione si allarga con l’ingresso di Giordano (JJ) al basso e Iacopo (Papo) alla batteria, portando nuova energia e solidità alla visione del gruppo. I Numbers 22 non inseguono tendenze né formule già scritte. Preferiscono mettersi a nudo. Per i Numbers 22, la musica non è un’alternativa: è l’unica strada che riconoscono, l’unico linguaggio che non tradisce.
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