Un inno reggae-folk svizzero-tedesco ironico per la transumanza alpina con "Mary Lou".
Pubblicato da Rosario Moreno in Comunicati Stampa · Martedì 21 Apr 2026 · 1:30
Gentile redazione musicale,
d'accordo, lo ammettiamo: il nome The Secondhänd Bänd potrebbe sembrare un po' confusionario all'inizio. Perché una band dovrebbe mettersi al secondo posto? La risposta è tanto semplice quanto affascinante: i membri di questo sestetto di Zurigo vivono per la musica, ma non da ieri. In precedenza suonavano in altre formazioni, finché un giorno non hanno iniziato a suonare insieme e si sono resi conto: "Cosa fanno gli amici che amano fare musica? Semplice: fanno musica!". E così la band è nata, in un certo senso, al secondo tentativo.Ma il nome è fuorviante: i Secondhänd Bänd non hanno certo bisogno di nascondersi. Al contrario, il loro singolo "Mary Lou" è un orecchiabile inno svizzero-tedesco con influenze reggae e tutt'altro che "di seconda mano".
Al centro del brano c'è la mucca Mary Lou, raccontata con un pizzico di ironia, ma con un sottotono serio. La canzone tocca temi sociali legati all'agricoltura e alla tradizione, perfetti per la stagione delle transumanze alpine. Mary Lou deve affrontare la vita senza corna, ma si libera dalla routine quotidiana in cerca di una via di fuga. Eppure, nel vasto mondo, ci attendono nuove sfide: un colpo di scena che si riflette anche nel finale del brano.
Con "Mary Lou", i Secondhänd Bänd rendono omaggio a tutti coloro che ogni giorno danno un contributo impegnativo e importante all'agricoltura e alle regioni alpine, insieme ai loro amati compagni a quattro zampe.
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