SUI RISCHI NUCLEARI AD AVIANO LA PREFETTURA NON RISPONDE AI CITTADINI

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SUI RISCHI NUCLEARI AD AVIANO LA PREFETTURA NON RISPONDE AI CITTADINI

Radio Saiuz Network
Pubblicato da saiuz in Comunicati stampa · 3 Agosto 2023
6 - 9 AGOSTO, OLOCAUSTO ATOMICO DI HIROSHIMA E NAGASAKI
SUI RISCHI NUCLEARI AD AVIANO LA PREFETTURA NON RISPONDE AI CITTADINI MA ORGANIZZA ESERCITAZIONI COI MILITARI
In coincidenza con l’anniversario dell’Olocausto atomico di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto ’45) la Prefettura e le Forze dell’Ordine di Pordenone assieme al 31 Fighter Wing e al Comando Aeroporto di Aviano hanno programmato presso la Base un'esercitazione con diffusione tramite amplificazione di messaggi sonori e l'uso di esplosioni simulate.
Aviano è un deposito di bombe nucleari USA in Italia. TavolaPace FVG e CLN Pordenone protestano col Prefetto: da quasi un anno attendono risposta alla richiesta di rilascio dei Piani di emergenza nucleare per la base di Aviano, urgente per la guerra in atto in Ucraina e la forte tensione fra Russia e Nato.
Fonti governative e giornalistiche affermano che le bombe B61 a caduta sono in corso di sostituzione ad Aviano con le B61-12, adatte all’uso sul campo (il nostro, in questo caso) aumentando il rischio di rappresaglia. In caso di esplosione ad Aviano, uno studio austriaco prefigura un fall-out radioattivo su tutta l’Europa centrale.
TavolaPaceFVG e CLN Pordenone dichiarano che, a differenza di Pordenone, il prefetto di Brescia ha incontrato i Comitati pacifisti per la richiesta dei Piani d’emergenza relativi alla base italo-americana di Ghedi. Sono dislocate colà le stesse bombe nucleari di Aviano e i piloti italiani vi si addestrano all’uso insieme con gli americani.
Si chiede quindi nuovamente al Prefetto di Pordenone di promuovere la redazione dei Piani d’emergenza esterna alla base aerea a capacità nucleare di Aviano e avviare il monitoraggio delle radiazioni al suolo e nell’aria sul territorio circostante.
Informando la popolazione sui rischi inerenti l’attività nucleare della base, sulle relative misure di protezione in caso di incidente, attentato o atto bellico deliberato, di concerto con gli Enti Locali e l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione.
La richiesta era stata recapitata al Prefetto di Pordenone nella Giornata ONU contro le armi nucleari, dedicata al colonnello Petrov che salvò il mondo da un secondo Olocausto nel 1983.


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